TI HANNO DETTO: «NON HAI OSSO»
MA POTREBBERO NON AVERTI DETTO LA COSA PIÙ IMPORTANTE
Ti è mai capitato di fare una panoramica o una TAC e, dopo pochi minuti, sentirti dire:
«Mi dispiace, lei non ha osso. Non possiamo mettere gli impianti.»
E da quel momento iniziano a parlarti di innesti ossei, rialzi del seno mascellare, mesi di guarigione, interventi complessi oppure, nei casi più estremi, di impianti zigomatici o dentiera.
Ma fermiamoci un attimo.
QUANDO TI DICONO «NON HAI OSSO», SPESSO STANNO PARLANDO DELL’OSSO ALVEOLARE.
E questa distinzione può cambiare completamente il modo in cui viene valutato un caso di grave atrofia mascellare.
L’OSSO ALVEOLARE NON È TUTTO L’OSSO DEL MASCELLARE
Quando perdi i denti, l’osso alveolare, cioè l’osso che sostiene direttamente le radici dentali, va incontro a un progressivo riassorbimento.
Più passa il tempo, più l’atrofia può diventare importante.
Il risultato?
Il paziente arriva dal dentista e sulla CBCT si vede pochissimo osso nei normali siti implantari.
A quel punto può sentirsi dire:
«Lei non ha più osso.»
Ma questa frase, presa alla lettera, può essere fuorviante.
Perché il mascellare non è costituito soltanto dall’osso alveolare.
ESISTE ANCHE L’OSSO BASALE.
Ed è proprio questa la parte che troppo spesso il paziente non si sente spiegare.
COS’È L’OSSO BASALE?
L’osso basale è la componente ossea più profonda e strutturale dello scheletro mascellare e mandibolare, distinta dall’osso alveolare che circonda e sostiene i denti.
Quando l’osso alveolare si è gravemente riassorbito, le strutture ossee profonde e corticali non necessariamente sono scomparse.
Ed è qui che cambia completamente l’approccio.
La domanda non deve essere soltanto:
«QUANTO OSSO ALVEOLARE È RIMASTO?»
Ma:
«QUAL È L’OSSO BASALE E CORTICALE ANCORA DISPONIBILE PER L’ANCORAGGIO?»
Questa è la domanda che può aprire possibilità completamente diverse nei casi di atrofia severa.
IL PUNTO È SEMPLICE: L’OSSO CHE MANCA NON È NECESSARIAMENTE TUTTO L’OSSO CHE HAI.
Se è scomparso gran parte dell’osso alveolare, questo non significa automaticamente che il paziente sia privo di qualsiasi struttura ossea utilizzabile.
Esistono strutture profonde e corticali del mascellare che, quando anatomia, qualità ossea, posizione e condizioni cliniche lo consentono, possono essere utilizzate per ottenere un ancoraggio implantare.
Ed è proprio su questo principio che si sviluppano strategie implantari avanzate.
INVECE DI RICOSTRUIRE AUTOMATICAMENTE L’OSSO ALVEOLARE CHE È ANDATO PERDUTO, SI PUÒ VALUTARE SE SIA POSSIBILE ANCORARSI ALL’OSSO PROFONDO CHE È ANCORA PRESENTE.
Questa è la notizia.
BILATERAL SINUS SOLUTION™: NON PARTIRE DALL’INNESTO
Il Bilateral Sinus Solution™ (BSS) nasce da una logica completamente diversa rispetto all’approccio che considera il rialzo del seno mascellare come passaggio obbligato.
In presenza di una grave atrofia del mascellare superiore, la pianificazione può prendere in considerazione le strutture ossee profonde e corticali ancora disponibili, cercando punti di ancoraggio stabili senza dover necessariamente ricostruire preventivamente tutto il volume osseo perduto.
Il seno mascellare, quindi, non deve essere visto automaticamente come un ostacolo che obbliga a un grande rialzo.
PRIMA SI STUDIA DOVE È POSSIBILE ANCORARSI. POI SI DECIDE SE SERVE DAVVERO RICOSTRUIRE OSSO.
ALL-ON-FULL®: SPOSTARE IL RAGIONAMENTO DALL’ALVEOLO ALL’ANCORAGGIO PROFONDO
Lo stesso principio è alla base della filosofia dell’All-on-Full®.
Non partire dalla quantità di osso alveolare che è rimasta.
Partire dall’anatomia profonda che il paziente conserva.
L’obiettivo, nei casi indicati, è progettare una riabilitazione completa sfruttando strutture anatomiche che permettano di ottenere un ancoraggio stabile e una distribuzione dei carichi coerente con la progettazione protesica.
Questo può significare valutare:
- osso basale e corticale
- strutture anatomiche profonde
- impianti distali veri
- orientamento verticale
- supporto posteriore reale
- assenza di cantilever quando la progettazione lo consente
- arcata completa fino ai settori posteriori
- Zero Gengiva Finta, quando clinicamente e protesicamente possibile
Non si tratta quindi semplicemente di mettere quattro o sei impianti dove è rimasto un po’ di osso.
SI TRATTA DI CAMBIARE IL PUNTO DI PARTENZA DELLA PIANIFICAZIONE.
«NON HAI OSSO» NON È UNA DIAGNOSI SUFFICIENTE
Immagina due pazienti.
Entrambi ricevono la stessa frase:
«Non hai osso.»
Ma uno dei due potrebbe avere un’atrofia alveolare estremamente avanzata con strutture profonde ancora sfruttabili.
L’altro potrebbe avere condizioni anatomiche completamente differenti.
Per questo la frase «non hai osso» non basta.
Bisogna sapere:
QUALE OSSO È STATO VALUTATO?
QUANTO OSSO ALVEOLARE È RIMASTO?
QUALI STRUTTURE BASALI E CORTICALI SONO CONSERVATE?
QUALI PUNTI DI ANCORAGGIO SONO REALMENTE DISPONIBILI?
QUAL È LA SOLUZIONE BIOMECCANICAMENTE PIÙ ADATTA?
Solo dopo si può parlare seriamente di trattamento.
E GLI INNESTI? E I RIALZI? E GLI ZIGOMATICI?
Non significa che siano procedure sbagliate.
Innesti ossei, rialzi del seno e impianti zigomatici hanno indicazioni cliniche precise.
Il problema nasce quando una sola strategia viene considerata automaticamente necessaria semplicemente perché l’osso alveolare è gravemente riassorbito.
La domanda dovrebbe essere:
«DOBBIAMO RICOSTRUIRE L’OSSO CHE MANCA O POSSIAMO UTILIZZARE L’OSSO PROFONDO CHE È GIÀ PRESENTE?»
La risposta dipende dalla CBCT e dall’anatomia individuale del paziente.
LA DIFFERENZA È TUTTA QUI
L’implantologia convenzionale tende a cercare l’ancoraggio nei normali siti alveolari.
L’implantologia avanzata può, nei casi selezionati, spostare l’attenzione verso strutture anatomiche più profonde.
E quando l’osso alveolare è gravemente compromesso, questa differenza può essere fondamentale.
NON È SOLO UNA QUESTIONE DI «QUANTO OSSO HAI».
È UNA QUESTIONE DI «DOVE SI TROVA L’OSSO CHE PUOI ANCORA UTILIZZARE».
QUINDI, SE TI HANNO DETTO «LEI NON HA OSSO»…
Non accettare quella frase come se fosse la fine della storia.
Chiedi:
«Non ho osso alveolare oppure non ho alcuna struttura ossea utilizzabile?»
Sono due affermazioni completamente diverse.
Perché perdere l’osso alveolare non significa automaticamente aver perso ogni possibilità di ancoraggio implantare.
In alcuni casi, l’analisi dell’osso basale e delle strutture corticali profonde può aprire una strada che una valutazione limitata ai normali siti implantari non aveva considerato.
PRIMA DI DIRE «NON È POSSIBILE», BISOGNA STUDIARE TUTTA L’ANATOMIA.
VUOI SAPERE SE NEL TUO CASO ESISTE UN’ALTERNATIVA?
Se ti hanno detto:
«Non hai osso.»
«Devi fare un grande innesto.»
«Devi fare un rialzo del seno.»
«L’unica possibilità sono gli zigomatici.»
prima di prendere una decisione definitiva, fai valutare attentamente la tua CBCT.
Perché la domanda corretta non è semplicemente:
«HO ABBASTANZA OSSO ALVEOLARE?»
La domanda è:
«QUALI STRUTTURE OSSEE PROFONDE E CORTICALI CONSERVO E COME POSSONO ESSERE UTILIZZATE?»
La tua anatomia merita di essere studiata prima di essere dichiarata impossibile.
VUOI SAPERNE DI PIÙ?
Invia la tua panoramica o la tua CBCT per una prima valutazione.